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DIAGNOSTICA Elenco
dei lavori disponibili
L'approccio tossicologico alla clinica delle tossicodipendenze:
scelta ragionata delle scale di intensità della dipendenza
Maria Caterina Grassi*, Francesca Pisetzky e Paolo Nencini
Istituto di Farmacologia Medica e Servizio Speciale Antidroga, Università
di Roma "La Sapienza". Piazzale A. Moro, 5, 00185, Roma, Italia.
Annali Istituto Superiore di Sanità, vol 36, n.1 (2000),pp.3-8
Indice
- La sindrome da dipendenza alla droga
- Strumenti diagnostici per la valutazione della
sindrome da dipendenza alla droga
- Scale di valutazione rapida della dipendenza e
dell'astinenza
- Scale per la valutazione dell'astinenza da oppiacei
(SAO) e da alcol-sedativi (SAA)
- Strumenti per l'individuazione di nuove sostanze
d'abuso
- L'esperienza in pazienti tossicodipendenti ospedalizzati
- Tabelle
- Figure
- Bibliografia
Riassunto. Metodologie rapide ma affidabili atte a valutare
la dipendenza da sostanze psicoattive sono ritenute particolarmente
necessarie soprattutto per quelle condizioni ambientali che non consentono
una lunga intervista con i tossicodipendenti. A questo riguardo sono
stati recentemente proposti questionari di facile e rapida somministrazione.
Abbiamo studiato un campione di 87 tossicodipendenti da eroina utilizzando
alcuni di questi questionari quali l'SDS (Severity of Dependence Scale),
il CAGE, e scale analogiche visive di autovalutazione (VAS) in associazione
con scale per una valutazione clinica quantitativa della sindrome da
astinenza da oppiacei e da alcol da noi messe a punto. Le risposte ottenute
sono state valutate in relazione ai dati dell'esame obiettivo e di laboratorio.
I risultati preliminari dimostrano che la somministrazione di scale
di valutazione rapida rappresentano un metodo affidabile per valutare
la dipendenza da sostanze psicoattive nonchè per individuare
la corretta terapia farmacologica.
English title: Drug Dependence Syndrome: evaluation of dependence
severity by rapid diagnostic questionnaires
Parole chiave: sindrome da dipendenza alla droga, scale di valutazione
della dipendenza, tossicodipenza, abuso, eroina
keywords: drug dependence syndrome, dependence evaluation scales,
drug addiction, abuse, heroin
Autore cui inviare la corrispondenza:
Prof. Maria Caterina Grassi, Istituto di Farmacologia Medica, Università
di Roma "La Sapienza" Piazzale A. Moro, 5, 00185, Roma, Italia
tel e fax: +3906-4991-2496; e-mail: grassimc@uniroma1.it
1. La sindrome da dipendenza alla droga
Abitualmente il comportamento d'assunzione cronica
non terapeutica di sostanze psicoattive viene indicato con il termine
di tossicodipendenza ovvero con quello di abuso. Tuttavia
l'attribuzione a tali termini di significati equivalenti è fonte
di ambiguità. Infatti il termine tossicodipendenza fà
riferimento al legame che si è stabilito tra il soggetto e il
farmaco, attribuendo la ricerca e l'assunzione del farmaco all'instaurarsi
di definite esigenze farmacologiche. Mentre l'espressione abuso di droghe
è indice di assunzione disordinata di droga tale da creare problemi
esistenziali o legali, senza far riferimento agli aspetti più
strettamente farmacotossicologici propri della tossicodipendenza. L'introduzione
del concetto di sindrome di dipendenza da alcol, con l'identificazione
degli elementi semeiotici di riferimento di tale sindrome [1],
ha notevolmente influenzato la nosografia del consumo voluttuario di
sostanze psicoattive, poiché questa stessa sindrome è
stata considerata applicabile alla dipendenza da droghe e ridefinita
sindrome da dipendenza alla droga [2-3].
La sindrome da dipendenza alla droga sembra più adeguata nel
definire la complessità del legame che intercorre tra la droga
e il suo consumatore. In sintesi è incentrata sulla perdita da
parte del soggetto della capacità di controllare l'assunzione
della sostanza, indipendentemente dalle cause di tale perdita. Della
sindrome fanno parte i seguenti elementi [4].
- elevata salienza del comportamento di assunzione della droga: l'assunzione
diviene prioritaria rispetto ad ogni altra attività, per quanto
importante essa sia;
- impoverimento del repertorio comportamentale: una parte notevole
della giornata viene regolarmente dedicata al reperimento ed alla
assunzione della droga;
- compulsività dell'uso: il soggetto è incapace di
esercitare un controllo sulla quantità e sulla frequenza dell'uso;
- dipendenza fisica: per alcune droghe, la necessità di evitare
la sindrome d'astinenza può costituire una ulteriore ragione
di assunzione della droga;
- vulnerabilità alle recidive: la dipendenza si ripropone
con grande rapidità se il soggetto, dopo un periodo più
o meno lungo di astinenza, sperimenta nuovamente la droga.
2. Strumenti diagnostici per la valutazione della
sindrome da dipendenza alla droga
L'identificazione degli elementi costitutivi
la sindrome da dipendenza alla droga ha portato alla formulazione di
strumenti diagnostici atti a valutare le componenti psico-comportamentali
della dipendenza. Tra questi vi sono il DSM-IV (Diagnostic and Statistical
Manual, American Psychiatric Association 1994) [5],
l'ICD-10 (International Classification of Diseases) [6-7]
e l'EuropASI [8], versione europea dell'Addiction
Severity Index (ASI) [9-10].
Il DSM-IV raggruppa le sostanze psicoattive in 11 classi - oppiacei,
alcol, benzodiazepine, cocaina, anfetamine, allucinogeni, fenciclidina,
cannabis, tabacco, sostanze volatili, caffeina - e definisce i criteri
per diagnosticare la dipendenza e l'abuso da sostanze psicoattive.
Le due categorie diagnostiche - dipendenza e abuso - differiscono perché
la seconda non richiede la presenza nè dell'uso compulsivo della
sostanza, nè della comparsa della tolleranza e dell'astinenza,
basandosi sulle sole conseguenza negative dell'assunzione ripetuta della
sostanza stessa. Il requisito minimo per la diagnosi di dipendenza consiste
invece nella positività per almeno tre dei sette criteri previsti.
Un aumento nel numero di criteri positivi è chiaro indice di
più intensa dipendenza.
Questi protocolli, che dimostrano l'unidimensionalità e l'indipendenza
dei criteri diagnostici della dipendenza e dell'abuso, hanno un riconosciuto
valore diagnostico [11]. Le verifiche sul
campo hanno infatti confermato l'assunto teorico, proprio del modello
della sindrome da dipendenza da droga, che la tossicodipendenza,
lungi dall'essere un fenomeno dicotomico, si dispone lungo un continuum
di intensità, dall'abuso alla dipendenza [12-19].
L'ASI, messo a punto nel 1980 negli USA, consente parimenti di valutare
le conseguenze dell'abuso di droghe [9].
Lo strumento originale e' stato sottoposto a validazione, aggiornato
ed ampliato fino alla pubblicazione della quinta edizione nel 1990 [10].
Nel 1993 se ne è sviluppata una versione europea uniforme all'ASI
chiamata EuropASI (Convegno di Amburgo del settembre 1993) [8].
Il questionario EuropASI è articolato su sette aree problematiche:
i) condizione medica; ii) situazione occupazionale/di sostentamento;
iii) uso di alcol; iv) uso di altre sostanze psicoattive; v) situazione
legale; vi) situazione familiare e sociale; vii) condizione psicologica
e psichiatrica.
Gli strumenti descritti richiedono tempi
di somministrazione molto lunghi. L'EuropASI, ad esempio, di elaborata
struttura, comporta un complesso colloquio con il paziente che dura
in media non meno di un'ora e mezzo. Questi test pertanto non possono
essere utilizzati di routine in quei contesti nei quali la disponibilità
di tempo per l'esame del paziente è limitata. Tipico, da questo
punto di vista, è il caso del tossicodipendente (td) ospedalizzato
per patologie intercorrenti, per il quale la consulenza del tossicologo
ha, il più delle volte, carattere d'urgenza e si svolge in tempi
ristretti.
3. Scale di valutazione rapida della dipendenza
e dell'astinenza
Tutto questo ha comportato la necessità
di sviluppare strumenti di rapida applicazione per la valutazione della
tossicodipendenza. In questo ambito, di particolare utilità si
sono rilevati l'SDS, il CAGE ed il VAS.
L'SDS (Severity of Dependence Scale) è
stato considerato particolarmente utile per valutare la dipendenza da
droghe, escluso l'alcol [20]. Si tratta
di un questionario messo a punto per avere una scala breve, facilmente
somministrabile ai pazienti e che consenta di valutare il grado di dipendenza
causato dalle diverse "droghe illecite".
E' formato da cinque domande tutte orientate all'apprezzamento dell'intensità
del controllo esercitato dalla droga sul comportamento del soggetto
(Tabella 1). I soggetti completano l'SDS solo per
la principale droga d'abuso assunta nell'ultimo anno. Ogni domanda ha
4 livelli di risposta con punteggio da 0 a 3. Il punteggio totale sarà
compreso tra 0 (nessuna dipendenza) e 15 (dipendenza estrema).
E' stato dimostrato che i punteggi dell'SDS sono correlati ai comportamenti
dell'assunzione di droghe che indicano la dipendenza quali: dose, frequenza
dell'uso, durata dell'uso, uso giornaliero e grado di contatto con altri
abusatori di sostanze psicoattive [20].
Le proprietà psicometriche della scala sono risultate efficaci
anche in rapporto a classi diverse di sostanze d'abuso e a differenti
procedure di reclutamento dei soggetti [20-22].
L'SDS è di facile comprensione ed il questionario può
essere completato dalla maggior parte dei soggetti in meno di 1 minuto.
Il questionario CAGE per la valutazione
della dipendenza da alcol, messo a punto da Ewing e Rouse nel 1970 [23]
e validato da Mayfield nel 1974 [24], è
presto divenuto uno dei più efficaci strumenti di screening rapido
per l'alcolismo, dimostratosi valido anche in situazioni di emergenza
[23, 24]. Si tratta di
un questionario di valutazione della dipendenza, costituito da quattro
domande. Il punteggio del questionario è compreso fra 0 e 4 (Tabella
2). Una positività al CAGE (valori superiori
a 2) indica all'intervistatore una elevata probabilità della
presenza di alcolismo. Quattro risposte affermative risultano essere
patognomoniche per l'alcolismo. Il CAGE, inoltre, è facile, rapido
da somministrare ed è anche poco intimidatorio rispetto ad altri
questionari [25].
Le cosiddette scale analogiche visive di
autovalutazione VAS (Visual Analogical Scales), si sono rivelate di
grande ausilio per una valutazione rapida della tossicodipendenza [26-28].
Il nostro Servizio ne ha adottate 3: la prima per l'eroina, la seconda
per la cocaina e la terza per l'alcol. Le scale sono linee orizzontali
lunghe 100 millimetri con la scritta "nessuna voglia" all'estremità
sinistra e "mai avuta tanta voglia in vita mia" all'estrema
destra. Al soggetto si richiede di indicare il "desiderio "
di eroina, alcol, cocaina, che ha avuto nella settimana precedente il
ricovero, mettendo un segno rispettivamente su ciascuna linea.
4. Scale per la valutazione dell'astinenza da
oppiacei (SAO) e da alcol-sedativi (SAA)
Per l'astinenza da alcol, Sullivan et al. [29]
hanno messo a punto una checklist (CIWA-Ar = Clinical Institute for
Withdrawal Assessment for Alcohol scale) di 10 sintomi e segni che consente
di quantificare l'intensità della sindrome da astinenza e di
monitorare le risposte ai trattamenti. Tale scala tuttavia è
molto complessa prevedendo per ogni punto sette livelli di intensità.
Per poter disporre di uno strumento più agile, abbiamo derivato
dal CIWA-Ar una checklist che, pur mantenendo i 10 punti originari,
prevede solo 2 livelli, 0 e 1, per ogni punto. Il punteggio totale quindi
va da 0 a 10. Questa scala di astinenza alcolica (SAA) prevede la presenza
dei seguenti sintomi e segni:1.Nausea e vomito; 2.Tremori; 3. Sudorazione;
4. Ansia; 5. Agitazione; 6. Allucinazioni tattili; 7. Allucinazioni
uditive; 8. Allucinazioni visive; 9.
Sensazione di "testa piena"; 10. Obnubilamento del sensorio
Per la valutazione del grado di astinenza da oppiacei abbiamo infine
adattato la scala di Jasinsky [30], parimenti
composta da 10 tra sintomi e segni caratteristici di tale astinenza.
La Scala dell'astinenza da oppiacei (SAO) da noi utilizzata è
quindi costitutita dalla presenza di: 1. Midriasi; 2.Ansia; 3. Sudorazione;
4. Piloerezione; 5. Rinorrea; 6. Sbadigli; 7. Nausea e vomito; 8. Dolori
osteomuscolari; 9. Insonnia; 10. Diarrea.
5. Strumenti per l'individuazione di nuove sostanze
d'abuso
Nel caso della identificazione della classe
d'appartenenza di nuove sostanze d'abuso, di notevole utilità
si è rivelato l'uso di opportuni questionari miranti ad individuare
effetti psicotropi soggettivi caratteristici delle varie classi di droghe.
Particolarmente utile in questo ambito si è rivelato il questionario
dell'Addiction Research Center Inventory (ARCI) [31].
L' ARCI originale prevede 550 domande del tipo "vero" o "falso"
ed è quindi di difficile impiego. Di largo uso è divenuta
una versione breve dell'ARCI consistente in cinque scale, relative a
varie sostanze psicoattive, per un totale di 49 domande [32,
33, 34]. Le scale sono: A
(gruppo delle anfetamine), che misura gli effetti dose-correlati delle
anfetamine; BG (gruppo della benzedrina), che misura l'aumento della
capacità intellettuale indotta dalle anfetamine; MBG (gruppo
della morfina-benzedrina), che misura l'euforia indotta dalle droghe;
PCAG (gruppo del pentobarbital, clorpromazina e alcol), che misura la
sedazione; LSD, che misura la disforia.
La somministrazione dell'ARCI durante una consulenza tossicologica urgente
non è tuttavia praticabile data la sua complessità.
6. L'esperienza in pazienti tossicodipendenti
ospedalizzati
Il Servizio Speciale Antidroga dell'Università'
di Roma "La Sapienza" effettua consulenze a soggetti tossicodipendenti
ricoverati presso il Policlinico Umberto I a causa di problemi medici
o chirurgici correlati o non all'uso delle sostanze d'abuso. Esso è
rivolto a pazienti che necessitano un intervento del tossicologo per
proseguire una terapia già intrapresa presso il SerT di competenza
o per iniziare una terapia in sostituzione delle "droghe"
assunte abitualmente al di fuori del ricovero ospedaliero. Il contesto
nel quale si svolge la visita tossicologica non consente una lunga interazione
tra medico e paziente.
Per una valutazione rapida ma accurata dell'uso che il paziente fa delle
sostanze psicoattive (quali sostanze, quale il grado di dipendenza e
di astinenza), abbiamo utilizzato i questionari SDS, CAGE, le scale
di intensità del desiderio di droga (VAS) e astinenza (SAA e
SAO) vagliandone attentamente l'accuratezza diagnostica sulla base di
riscontri anamnestici, clinici e di laboratorio. Sono qui riportati
i risultati otenuti dal'osservazione di 87 pazienti con uso continuativo
di eroina, osservati presso il Policlinico di Roma nel periodo aprile
- novembre 1998 (Tabella 3).
I dati ottenuti dimostrano come l'uso del VAS insieme al SAO consenta
una corretta valutazione dell'intensità dell'astinenza sulla
base dei riscontri clinici e di laboratorio. Infatti coloro che facevano
uso giornaliero di eroina, sulla base di quanto riferito dal paziente
e confermato dalla positività urinaria per morfina, avevano punteggi
della scala di astinenza da oppiacei (SAO) significativamente più
elevati rispetto a coloro che assumevano eroina saltuariamente dato
in accordo con quanto riferito dal paziente e con la negatività
dell'urina al momento dell'osservazione. Inoltre i pazienti che assumevano
abitualmente eroina avevano valori del VAS per eroina doppi rispetto
a coloro che che assumevano eroina saltuariamente (Tabelle 4,5).
Infine i valori della scala di astinenza da oppiacei (SAO) e quelli
dell'intensità della dipendenza per l'eroina (SDS), aumentavano
significativamente in funzione della storia di metadone riferita dal
paziente (analisi di regressione r= 0.317, P<0.01 per SAO e r=0.315,
P=0.01 per SDS per l'eroina) (Fig. 1);
Interessante notare che l'intensità del desiderio di alcol e
cocaina, rilevato col VAS per le due rispettive droghe d'abuso risulta
essere predittivo della dose di benzodiazepine da somministrare al paziente,
sulla base del riscontro clinico. Calcolando, infatti, le rette di regressione
del VAS per alcol e cocaina in funzione della terapia di benzodiazepine
prescritta, si ottengono indici di correlazione significativi per l'alcol
(r=0.278; P=0.05) e per la cocaina (r= 0.340; P<0.01) (Fig. 2).
Il VAS può convenientemente indicare pertanto la dose di benzodiazepine
da somministrare al paziente.
Per quanto concerne l'uso del CAGE, del VAS per l'alcol e della scala
di astinenza da alcol-sedativi (SAA), dati iniziali indicano, in accordo
con la letteratura, valori di CAGE superiori a 2 e VAS elevati per alcol
nel caso dei pazienti che dichiaravano uso di alcol in quantità
maggiore di 60g/die.
In conclusione, lo studio preliminare condotto
dalla nostra unità operativa conferma, sulla base della verifica
anamnestica, clinica e laboratoristica, la validità delle scale
di valutazione rapida nel trattamento della tossicodipendenza, specie
se usati in associazione, sia per definire l'intensità della
dipendenza sia per individuare la terapia farmacologica.
7. Tabelle
Tabella 1. SDS: Scala di valutazione dell'intensità
della dipendenza
| SDS |
| Completa il seguente questionario per
la droga che più frequentemente hai assunto nell'ultimo anno |
| 1. Riesci a tenere sotto controllo
l'uso di ............. ? |
[ ]
|
mai o quasi mai |
|
[ ]
|
a volte |
|
[ ]
|
spesso |
|
[ ]
|
sempre o quasi |
| 2. Ti preoccupa l'idea di saltare
una dose? |
[ ]
|
mai o quasi mai |
|
[ ]
|
a volte |
|
[ ]
|
spesso |
|
[ ]
|
sempre o quasi |
| 3. Ti preoccupa fare uso di ....................? |
[ ]
|
mai o quasi mai |
|
[ ]
|
a volte |
|
[ ]
|
spesso |
|
[ ]
|
sempre o quasi |
| 4. Hai mai desiderato di poter
smettere? |
[ ]
|
mai o quasi mai |
|
[ ]
|
a volte |
|
[ ]
|
spesso |
|
[ ]
|
sempre o quasi |
| 5. Quanto hai trovato difficile
smettere o stare senza? |
[ ]
|
per niente |
|
[ ]
|
poco |
|
[ ]
|
molto |
|
[ ]
|
impossibile |
Tabella 2. Questionario CAGE*
| C A G E |
| Se non sei astemio completa il
seguente questionario: |
|
| 1. Hai mai sentito il bisogno
di bere meno? |
(SI) (NO) |
| 2. Ti da fastidio che qualcuno
ti critichi perchè bevi? |
(SI) (NO) |
| 3. Ti sei mai sentito in
colpa perchè bevi? |
(SI) (NO) |
| 4. Ti è mai capitato che
il bere fosse la prima azione della mattina? |
(SI) (NO) |
| (*Il termine CAGE è l'acronimo formato
dall'iniziale della parola chiave di ciascuna delle quattro domande
nella loro versione originale: Cut down: C, Annoyed: A, Guilty:
G, Eye-opener: E). |
Tabella 3. Caratteristiche demografiche di
87 tossicodipendenti da eroina.
Si noti la significativa differenza di età tra uomini e donne e
come gli uomini presentino una storia più lunga di tossicodipendenza.
| Caratteristiche dei tossicodipendenti |
Uomini |
Donne |
|
n tot: 58 (67%) |
29 (33%) |
| Età (anni) |
35.4 ± 0.9 * |
32.8 ± 0.95 |
| Età di inizio dell'uso di droghe
(anni ) |
17.1 ± 0.6 * |
20.0 ± 1.2 |
| Età della prima somministrazione
di eroina (anni) |
19.7 ± 0.7 |
21.0 ± 1.3 |
| Anni di eroina |
15.7 ± 0.9 * |
11.1 ± 1.3 |
| Dose di eroina dichiarata (g/die) |
1.3 ± 0.2 |
1.7 ± 0.3 |
| Anni di metadone |
7.1 ± 0.9 |
6.0 ± 1.2 |
| Metadone: dose prescritta (mg/die) |
25.0 ± 2.3 |
30.6 ± 3.9 |
| Benzodiazepine: dose prescritta°
(mg/die) |
10.0 ± 2.1 |
12.0 ± 3.3 |
| |
|
|
(° espressa in mg equivalenti di diazepam.
I dati sono espressi come medie ± ES.
* P <0.05 (test di Tukey) |
Tabella 4. Valori delle scale di astinenza
(SAO) e di dipendenza da eroina (VAS e SDS) in funzione del pregresso
uso di eroina.
| Uso dichiarato di eroina nell'ultimo: |
n |
SAO |
VAS per eroina |
SDS per eroina |
|
|
(0-10) |
(0-100 mm) |
(0-15) |
|
|
|
|
|
| giorno/settimana |
61 |
2.8 ± 0.2 * |
44.0 ± 4.6 * |
8.5 ± 0.4 |
| mese/anno |
23 |
1.6 ± 0.3 |
20.6 ± 5.8 |
7.8 ± 0.8 |
(I dati sono espressi come medie ±
E.S.
Gli intervalli di misura sono indicati tra parentesi. * p <0.05
vs mese/anno; t-test) |
Tabella 5. Determinazioni urinarie per morfina
al momento dell'intervista in funzione delle scale di astinenza (SAO)
e di dipendenza (VAS e SDS) da eroina.
| Morfina: |
n (%) |
SAO |
VAS per eroina |
SDS per eroina |
|
|
(0-10) |
(0-100 mm) |
(0-15) |
|
|
|
|
|
| Urine positive |
55 (75%) |
2.2 ± 0.2 |
44.2 ± 4.6 * |
8.5 ± 0.4 |
| Urine negative |
18 (25%) |
2.6 ± 0.4 |
24.2 ± 5.4 |
7.6 ± 0.9 |
|
|
|
|
|
(I dati sono espressi come medie ±
E.S.
Gli intervalli di misura sono indicati tra parentesi. * P<0.05 vs
urine negative; t-test) |
8. Figure
Figura 1. Valori della scala di astinenza
da oppiacei (SAO) e dell'intensità della dipendenza da eroina (SDS)
in funzione della storia di assunzione di metadone.

Figura 2. Valori "dell'intensità del desiderio"
per alcol e cocaina (VAS), nella settimana precedente al ricovero, in
funzione della terapia di benzodiazepine prescritta. Le dosi di benzodiazepine
sono espresse in mg equivalenti di diazepam.

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