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Il rapporto annuale 2000 dell'Osservatorio Europeo sulle Droghe e Tossicodipendenze (OEDT) di Lisbona

Carla Rossi - Professore Ordinario di Statistica Matematica
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"

E' disponibile in rete, all'indirizzo www.emcdda.org, il rapporto annuale del 2000 sull'andamento del problema droga nell'Unione Europea. Come anche negli anni precedenti il principale obiettivo degli estensori appare quello di rendere fruibile il rapporto da parte di un pubblico di politici non necessariamente esperti del problema. Questo porta ad utilizzare in molti punti un approccio giornalistico piuttosto che scientifico con interpretazioni dei dati solo descrittive e superficiali. Ne deriva un documento di livello scientifico e completezza ancora molto lontani da uno standard adeguato a fornire una informazione sufficiente per il monitoraggio del problema nel suo complesso e per il confronto delle politiche e dei risultati a livello territoriale. E' ancora del tutto assente una, sia pur abbozzata, analisi dei costi.

Il Capitolo 1 è dedicato all'analisi dei trend generali e presenta alcuni dati fornendo, però, soltanto un'immagine confusa ed frammentaria. In molti punti si riscontrano commenti banali, superficiali e a volte incoerenti con altri riportati altrove. Le interpretazioni sono spesso descrizioni parziali e forzate.
Solo per fare un esempio si dice:

"Some countries report anecdotal evidence of increased heroin smoking among young people…"

e poco oltre:

"New clients entering treatment for heroin use are less likely to inject and more likely to smoke the drug than clients returning to treatment."

Come si vede, si mette sullo stesso piano un'informazione di fonte non scientifica con un'altra derivante da dati ufficiali per sottolineare uno stesso fenomeno. Ci si aspetterebbe, in un rapporto ufficiale "scientifico", di trovare solo la seconda affermazione, dato che la prima è di tipo squisitamente giornalistico, o meglio, aneddotico, come pure si dice.

Altri commenti generici si trovano in tutti i paragrafi che seguono, in particolare nell'interpretazione dei dati relativi alla mortalità acuta per droga.

Nel complesso il capitolo mette in evidenza un modo di lavorare episodico ed emergenziale ed una visione di insieme frammentaria e incompleta.

Il secondo capitolo appare più completo. Alcuni dati sulle malattie infettive, ben comparabili, mostrano come nei diversi paesi il fenomeno si manifesti in modo diverso. I dati sulle politiche di repressione e sul mercato sono, però, presentati e interpretati in modo superficiale e senza fornire alcuna informazione su indicatori di efficacia delle azioni repressive come, per esempio, "l'interception rate", utilizzato dall'UNDCP nel suo rapporto annuale sul traffico.

Il Capitolo 3 è molto qualitativo ed è difficile valutarne la completezza. Rappresenta soprattutto una raccolta di "case studies", in particolare per quanto riguarda gli interventi di prevenzione. Non c'è da meravigliarsi nel riscontrare frammentarietà su questo tipo di aspetti. E' ben noto, infatti, come sia difficile, anche a livello nazionale o regionale, raccogliere elementi completi sugli interventi. In Italia non esiste alcuna informazione utilizzabile a scopi di valutazione o di stima dei costi degli interventi effettuati con fondi pubblici a partire dal 1991.

Il Capitolo 4 tratta alcuni argomenti specifici (le terapie sostitutive, la repressione dei reati connessi all'uso di sostanze, la situazione delle donne che usano droghe e dei loro figli) in modo monografico e, a volte, superficiale.

Il Capitolo 5 è una novità in quanto riporta le prime statistiche presentate dall'osservatorio europeo sulla situazione dei paesi dell'Europa orientale. Non è possibile esprimere un giudizio sulla qualità e sulla completezza delle informazioni riportate.

E' utile e consigliabile, per una lettura più adeguata, completare il rapporto attingendo alle "Complementary Statistical Tables". Queste tavole da sole sono molto più utili e forniscono un'informazione assai più completa del rapporto che, in definitiva, non rappresenta molto più che un superficiale commento alle stesse.