Il punto sulla efficacia del trattamento farmacologico della dipendenza
da cocaina
Anna Mellini
Scuola di Specializzazione in Tossicologia Medica
Dipartimento di Fisiologia Umana e Farmacologia
Università di Roma La Sapienza
Come già riportato in questo sito, nell'articolo di Agus et
al.: "Cocaina: dipendenza
e trattamento", l'uso cronico di cocaina rappresenta un problema
sanitario di rilievo primario, essendo condizione frequente e associata
a gravi complicanze mediche, psicologiche e sociali. Basti pensare che
secondo la Relazione annuale sull'evoluzione del fenomeno della droga
nell'Unione Europea e Norvegia del 2002, il consumo di cocaina in questi
ultimi anni è andato aumentando e attualmente coinvolgerebbe
una percentuale della popolazione generale compresa tra lo 0,5 e il
3,5%(1). Appare, quindi, comprensibile lo
sforzo dedicato all'individuazione di strategie di divezzamento dalla
dipendenza da cocaina. La terapia farmacologica è parte rilevante
di tali strategie e la letteratura scientifica internazionale rende
sistematicamente conto dei risultati ottenuti in questo campo dalla
ricerca clinica, mirante non solo a sperimentare nuovi farmaci, ma anche
a replicare i risultati ottenuti da precedenti studi. La robustezza
di un effetto terapeutico è, infatti, determinata dalla sua replicabilità.
E' possibile avere una misura oggettiva della replicabilità
di un risultato? La metanalisi è la risposta a questa esigenza;
essa è infatti una tecnica statistica quantitativa, che permette
di combinare i dati di più studi aventi lo stesso obiettivo,
generando un unico dato conclusivo, per rispondere a uno specifico quesito.
Questa tecnica risulta utile quando esista incertezza nella valutazione
di efficacia di un trattamento, o perché i risultati dei singoli
studi non sono univoci, oppure perché i singoli studi sono effettuati
su pochi pazienti e, considerati singolarmente, non hanno potenza sufficiente
a raggiungere significatività statistica. La combinazione dei
dati diminuisce, quindi, l'imprecisione dei risultati dei singoli studi.
Il risultato complessivo è espresso con le stesse misure di associazione
utilizzate per i singoli studi, p. es., rischio relativo(2).
L'adozione della tecnica della metanalisi rende, pertanto, particolarmente
interessante l'articolo nel quale Addiction fa il punto sul trattamento
farmacologico della dipendenza da cocaina(3).
In questa revisione sistematica della letteratura sono stati messi a
confronto 45 diversi studi, in ognuno dei quali è stata valutata
l'efficacia di un farmaco nella terapia della dipendenza da cocaina,
utilizzando come parametri di successo terapeutico il mantenimento in
terapia del paziente e/o la negativizzazione delle sue urine per i metaboliti
della cocaina. E' assai probabile che pochi studi pubblicati siano rimasti
esclusi dall'analisi, poiché essi sono stati individuati utilizzando
i principali motori di ricerca biomedica: Cochrane Library holdings,
ENBASE, MEDLINE, PsycLIT, Biological Abstracts e LILACS. Nella metanalisi
in oggetto, per ogni farmaco, sono stati analizzati uno o più
studi: nel caso della desimipramina, ad esempio, troviamo dieci studi,
mentre per il gepirone, il litio, ecc. un solo studio. Da ogni studio
gli autori hanno estrapolato la percentuale dei pazienti per i quali
c'è stato riscontro di metaboliti della cocaina nelle urine,
oppure la percentuale dei pazienti che hanno abbandonato lo studio,
in altre parole il numero dei pazienti per i quali il trattamento si
è dimostrato inefficace. Per ogni farmaco, nella tabella di seguito,
troviamo il risultato complessivo, frutto dunque di un'unica o di più
sperimentazioni. Nella prima colonna della tabella sono riportati i
nomi dei farmaci oggetto degli studi. Inoltre, per ogni farmaco sperimentato,
è riportato il rischio relativo (RR) per quanto riguarda sia
la positività urinaria (nella seconda colonna) sia l'abbandono
della terapia (nella terza colonna), con intervallo fiduciale al 95%
(riportato in parentesi quadra).
I risultati riportati in tabella appaiono alquanto
deludenti: per entrambi gli esiti di trattamento considerati (ritenzione
in trattamento e negatività urinaria) nessuno dei farmaci esaminati
ha dimostrato una efficacia relativa che si discosti statisticamente
dall'unità rispetto al placebo. Insomma, ad un esame statistico
stringente, risultano inefficaci. Unica apparente eccezione, i pazienti
assuntori di fluoxetina dimostrano una minore tendenza ad abbandonare
lo studio (RR 0.53, con intervallo fiduciale 0.32-0.88). E' necessario,
però, considerare che questo risultato è derivato da un
unico studio e quindi una sua replica è indispensabile per valutarne
la reale efficacia. Possiamo concludere che, sebbene la metanalisi abbia
validità solo in determinate condizioni di omogeneità
degli studi osservati (intervento valutato, esiti considerati, tipologia
di pazienti inclusi ecc.) e sia dunque difficile trarre conclusioni
certe, i risultati di questo studio di metanalisi dimostrano che, nel
trattamento della dipendenza cronica da cocaina, non sussiste l'evidenza
di efficacia di nessun farmaco tra quelli studiati.
| Farmaco |
Positività urinaria |
Abbandoni |
| Desipramine |
0.82 [0.60-1.13] |
1.33 [0.82-2.15] |
| Fluoxetine |
1.17 [0.52-2.65] |
0.53 [0.32-0.88] |
| Gepirone |
1.40 [0.57-3.45] |
0.86 [0.46-1.62] |
| Amantadine |
1.01 [0.79-1.29] |
1.11 [0.92-1.33] |
| Bromocriptine |
0.82 [0.56-1.21] |
1.01 [0.73-1.41] |
| Carbamazepine |
0.92 [0.76-1.10] |
0.88 [0.75-1.03] |
| Disulfiram |
0.92 [0.79-1.08] |
1.93 [0.82-4.59] |
| Mazindol |
0.99 [0.74-1.32] |
0.82 [0.41-1.66] |
| Lithium carbonate |
0.90 [0.67-1.21] |
|
| Imipramine |
|
0.81 [0.54-1.22] |
| Ritanserin |
|
0.85 [0.43-1.66] |
| Pergolide |
|
1.22 [1.03-1.45] |
| Naltrexone |
|
1.10 [0.76-1.59] |
| Phenytoin |
|
0.98 [0.76-1.27] |
| Risperidone |
|
0.82 [0.66-1.02] |
Bibliografia
- Relazione annuale sull'evoluzione del fenomeno
della droga nell'Unione europea ed in Norvegia. Osservatorio Europeo.
Bruxelles, 3 ottobre 2002.
- In statistica, s'intende come rischio relativo
il rapporto tra il rischio che un esito, inteso come endpoint dello
studio, si verifichi nel gruppo sperimentale (coloro che assumono
realmente il farmaco) e il rischio che lo stesso esito si verifichi
nel gruppo di controllo (coloro che assumono il placebo). Inoltre,
viene solitamente utilizzata, come riferimento, la probabilità
del 95% per definire un evento probabile e la probabilità del
5% per definirlo improbabile. E' definibile allora un intervallo del
95%, per il quale un evento ha una probabilità accettabile
di verificarsi: tale intervallo si chiama appunto intervallo fiduciale
al 95%.
- de Lima MS, de Oliveira Soares BG, Reisser AA,
Farrell M.: Pharmacological treatment of cocaine dependence: a systematic
review. Addiction 97: 931-49, 2002.