Un nuovo farmaco nell'alcolismo: il topiramato
Luana Oddi
Scuola di Specializzazione in Tossicologia Medica
Dipartimento di Fisiologia Umana e Farmacologia
Università di Roma "La Sapienza"
Il drug craving è inteso come desiderio incontrollabile
di sperimentare nuovamente gli effetti causati dall’assunzione
di una sostanza psicoattiva. Attualmente esso rappresenta un obiettivo
prioritario nello sviluppo di farmaci nel trattamento delle tossicodipendenze
(vedi Nencini P.I farmaci
anticraving: speranze e realtà, in questo sito). L’individuazione
di un farmaco anticraving è interesse anche della terapia dell’alcolismo,
una delle tossicodipendenze di maggior impatto socio-economico, con
un tasso di mortalità mondiale pari all’1,5%(1).
In relazione alla complessità degli effetti organici e neuropsicologici
dell’alcool (Graziani
M. Neurofarmacologia dell’etanolo: effetti acuti, in questo
sito), molti sono stati gli approcci terapeutici tesi a sopprimere il
craving e quindi a prevenire il comportamento di bevuta, oltrechè
a fronteggiare l’importante quadro sintomatologico che caratterizza
l’astinenza. In base ai diversi meccanismi neuronali implicati
nell’insorgenza del craving e della dipendenza da alcol, varie
classi di farmaci (naltrexone, acamprosato, ondansetrone, disulfiram,
gamma-idrossibutirrato) sono state utilizzate nel trattamento della
sindrome d’astinenza alcolica (SAA); nessuno di questi farmaci
si è però mostrato efficace in modo assoluto, anche quando
associato ad una psicoterapia.
Uno studio pubblicato su Lancet nel maggio 2003(2),
valuta l’utilità nel trattamento dell’alcolismo di
un farmaco anticonvulsivante, il Topiramato usato attualmente per il
trattamento dell’epilessia. Farmaci antiepilettici che inibiscono
i meccanismi d’eccitamento neuronale attivati dall’alcool,
sono già utilizzati in pazienti in SAA(3).
Inoltre alcuni studi(4,5),
hanno evidenziato l’utilità di acido valproico, carbamazepina
e gabapentina, nel ridurre l’assunzione di alcol.
Il razionale dell’uso di Topiramato nell’alcolismo si
basa su due delle sue proprietà farmacologiche:
- un notevole potenziamento dell’attività del GABA su
alcuni recettori GABAA, attraverso un sito non benzodiazepinico(6)
- antagonismo dell’attività eccitatoria del glutammato
sul sottotipo recettoriale kainato/AMPA.
Nel primo caso, il Topiramato andrebbe a compensare la diminuita attività
dei recettori GABA nel nucleo ventrale tegmentale (VTA) causata dall’esposizione
protratta all’alcol. Si ritiene infatti che tale diminuita attività
riduca a sua volta la tonica inibizione GABA-mediata sui neuroni dopaminergici
del VTA con conseguente facilitazione del rilascio di dopamina VTA(7).
Questi neuroni dopaminergici proiettano nel nucleo accumbens e sono
considerati importanti nella mediazione del craving e dei sintomi dell’astinenza(8).
L’attività glutammergica dei neuroni ippocampali e corticali
modula invece l’attività del GABA nel mesencefalo(9).
Si pensa iche gli alcolisti abbiano un numero maggiore di recettori
leganti il glutammato sia del sottotipo NMDA che kainato/AMPA a livello
dell’ippocampo, rispetto agli individui non alcol dipendenti(10);
questo potrebbe favorire un maggior rilascio di dopamina nei pazienti
alcol-dipendenti.
Gli autori ipotizzano pertanto che il Topiramato, in relazione al
suo meccanismo d’azione, possa essere utile nel trattamento dell’alcolismo
in quanto sembrerebbe contrastare la facilitazione del rilascio dopaminergico,
dopo assunzione di alcol, e antagonizzare le modificazioni indotte dall’alcol
a carico dei recettori glutammergici.
Partendo da questi presupposti, l’efficacia del Topiramato nella
riduzione del craving, è stata valutata, per la prima volta,
in uno studio a doppio cieco, in cui sono stati reclutati 150 pazienti
alcolisti, con età compresa tra 21 e 65 anni. I pazienti furono
seguiti per un periodo di 12 settimane e divisi in maniera casuale,
in due gruppi:
- ad un primo gruppo venne somministrato Topiramato, secondo uno
specifico schema posologico che prevedeva nelle prime otto settimane
un aumento graduale della dose da 25 mg a 300 mg, e il mantenimento
di tale dose nelle ultime quattro settimane
- al secondo gruppo, di controllo, veniva somministrato placebo,
con schema analogo a quello utilizzato nel primo gruppo
Entrambi i gruppi vennero sottoposti ad un breve trattamento psicologico
di tipo cognitivo-comportamentale, teso tra l’altro ad aumentare
la compliance del paziente al trattamento.
Ogni paziente venne sottoposto ad accurato esame clinico; in ciascuno
vennero eseguiti esami ematochimici per la determinazione di indici
“oggettivi” dell’assunzione di alcol (gamma-GT). Tale
assunzione fu inoltre valutata sulla base di quanto riferito da ciascun
paziente, nel corso delle dodici settimane, riguardo i seguenti indici(10):
- drink(*) per day (numero di drinks consumati
diviso il numero dei giorni totali di studio)
- drinks per drinking day (la media dei rapporti, calcolati per ognuna
delle dodici settimane, tra il numero di drinks consumati durante
una settimana di studio e il numero dei giorni in cui si è
bevuto in quella settimana)
- percentuale degli heavy drinking days (rapporto tra i giorni in
cui il consumo di alcol è stato superiore a cinque drinks per
gli uomini e a quattro drinks per le donne e il numero dei giorni
di studio);
- percentuale dei days abstinent (rapporto tra il numero di giorni
d’astinenza e il numero totale dei giorni di studio)
I risultati ottenuti, hanno evidenziato, una riduzione del numero
di drinks rispetto ai livelli iniziali, in entrambi i gruppi; tale riduzione
era significativamente maggiore nel gruppo in trattamento con Topiramato,
rispetto al gruppo placebo. In particolare si è osservato, nel
gruppo del topiramato, rispetto al placebo, 2.9 drinks(*)
in meno per day; 3.1 drinks in meno per drinking day; oltre ad un 28%
di riduzione degli heavy drinking days; infine i giorni di astinenza
(days abstinent) aumentavano del 26%. In modo analogo si osservò
una diminuzione dei livelli plasmatici di gamma-GT, anche qui di grado
maggiore nel gruppo del Topiramato. La risposta al trattamento con Topiramato
iniziava verso la 6°-8° settimana e non differiva fra pazienti
con alcolismo ad insorgenza precoce rispetto a quelli ad insorgenza
tardiva, differendo in ciò da altri farmaci, come l’ondansetrone,
elettivo per pazienti con insorgenza precoce dell’alcolismo. Non
vennero registrati effetti avversi rilevanti (vedi tabella),
che risultarono comunque più frequenti nei pazienti in trattamento
con topiramato. L’intensità della sindrome d’astinenza
non differiva in modo significativo nei due gruppi, il che fa ritenere
il topiramato non indicato per il trattamento dell’astinenza acuta.
Nei pazienti che assunsero l’anticonvulsivante si osservò
una riduzione del craving, la cui intensità sembrava correlata
con la quantità di bevute; in particolare l’effetto anticraving
del topiramato, confrontato con il placebo, si manifestava in maniera
significativa solo a metà studio e aumentava ulteriormente alla
fine delle 12 settimane. Gli autori, pur postulando l’inibizione
del rilascio di dopamina, come meccanismo alla base dell’azione
anticraving del topiramato, sottolinea la necessità di altri
studi con i quali poter avere un riscontro diretto dei livelli di dopamina
nel mesencefalo.
In conclusione, i risultati di questo studio aggiungono il topiramato
alla lista dei farmaci utilizzabili nella cura dell’alcolismo,
offrendo un’efficace alternativa in pazienti che non trovano giovamento
con altre terapie. Rimane però la necessità di ulteriori
studi che confermino analoghi risultati su popolazioni più ampie.
Ulteriori ricerche dovranno stabilire la durata e la posologia più
efficace, in base alle quali definire protocolli terapeutici ottimali,
anche in relazione all’eventuale associazione con altri trattamenti
farmacologici e psicologici.
Topiramato |
Meccanismo d’azione |
Effetti |
Indicazioni |
Osservazioni |
- Potenziamento attività GABA.
- Antagonismo attività del Glu sui recettori
non-NMDA |
- Diminuzione craving
- Diminuzione ansia, instabilità dell’umore nell’astinenza
- Diminuzione assunzione di alcol e recidive
- Diminuzione livelli gamma-GT
- Aumento periodi astinenza
|
- Indicato sia in pazienti con insorgenza precoce che tardiva
di alcolismo.
- No differenze di età
|
- No astinenza acuta.
- Lievi effetti indesiderati (diminuzione concentrazione e
memoria; rallentamento psico-motorio; vertigini)
|
Tab.1-Caratteristiche farmacologiche del Topiramato.
Bibliografia
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disease and injury attributable to ten major risk factors. In: Murray
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Nota: * One Standard Drink è
definito l’equivalente di 0.35 L di birra, 0.15 L di vino o 0.04
L di superalcolici (80°).