Un nuovo studio sul trattamento a mantenimento con buprenorfina
in gravidanza
Articolo commentato a cura di Luana Oddi,
Scuola di Specializzazione in Tossicologia medica,
Università di Roma “La Sapienza”
Buprenorphine in pregnant opioid-dependente women: first results
of a prospective study.
Lacroix I, Berrebi A, Chaumerliac C, Lapeyre-Mestre M, Montastruc JL
& Damase-Michel C.
Addiction 2004; 99: 209-214.
ABSTRACT
(da PubMed: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?CMD=Search&DB=PubMed)
Aim
To report results on the prospective follow-up of 34 pregnant women
exposed to buprenorphine as maintenance therapy were included as early
as possible during their pregnancy.
Design and setting
Prospective multicentre study: all pregnant women receiving buprenorphine
as maintenance therapy were included as early as possible during their
pregnancy.
Participants
The pregnant women were recruited from opiate maintenance therapy centres,
general practitioner-networks involved in addiction, maternity hospitals
and centres for drug information during pregnancy.
Measurements
Women: drugs and medications consumed, medical and obstetrical events;
offspring: withdrawal syndrome, malformation, neonatal disease.
Findings
The buprenorphine-exposed pregnancies resulted in 31 live births, one
stillbirth, one spontaneous abortion and one voluntary termination.
A neonatal withdrawal syndrome was observed in 13 cases (41.9%) and
eight of these babies required opiate treatment. Two neonates had a
malformation: a premature ductus arteriosus stricture and a tragus appendix.
Conclusion
Taken together with other prospective studies, no alarming results were
observed concerning pregnancy outcomes. However, further data from the
comparative prospective study are required to determine whether buprenorphine
can be considered as a good alternative to methadone treatment in pregnant
women.
COMMENTO
Nel numero di gennaio di Addiction sono pubblicati i risultati
preliminari di uno studio francese, relativo al follow-up di
34 donne in gravidanza, tossicodipendenti da eroina, in terapia sostitutiva
con buprenorfina. Lo studio multicentrico, è stato possibile
reclutando le donne (il più precocemente possibile e comunque
prima dell’ottavo mese di gestazione) sia in centri di terapia
per la dipendenza da oppiacei che da reparti ospedalieri di maternità.
Gli autori specificano che i dati riportati sono comunque parte di
un più ampio studio comparativo buprenorfina versus
metadone, ancora non completato anche a causa delle continue inclusioni
nel gruppo buprenorfina di nuovi soggetti.
L’importanza di questo studio deriva dalla sua natura prospettica,
in quanto gli studi finora pubblicati sull’uso della buprenorfina
in gravidanza sono per lo più di tipo retrospettivo (o includono
neonati alla nascita, per la valutazione della presenza di segni della
Sindrome d’Astinenza Neonatale, NAS), nonché dal numero
di soggetti inclusi (più elevato, data la natura multicentrica
dello studio stesso) (vedi tab.1).
Per ogni donna furono raccolte informazioni relative a:
- dati socio-demografici;
- anamnesi ginecologica;
- anamnesi tossicologica;
- anamnesi terapeutica;
- esame urine per ricerca metaboliti sostanze psicoattive;
nonché notizie derivanti da un’intervista al ginecologo,
psichiatra e/o medico curante di ogni donna. Periodicamente (ogni mese
circa) fu programmato un incontro per la valutazione delle condizioni
cliniche, e questo sino al momento del parto, quando sono state di nuovo
raccolte informazioni sull’uso di droghe e su eventuali eventi
di natura medica, insorti prima del parto stesso. Dopo il parto, un
pediatra ha registrato i dati relativi ai neonati, ovvero peso alla
nascita, l’eventuale presenza di segni e/o sintomi di astinenza,
severità della sindrome astinenziale in base alla scala di Finnegan(1)
(un adattamento della quale è reperibile presso: http://www.wch.org.au/nets/handbook/media/NASS_1.pdf),
malattie neonatali, mortalità neonatale.
Questi i risultati dello studio:
- tutte le 34 donne partecipanti allo studio sin dall’inizio
della gravidanza erano sotto trattamento sostitutivo con buprenorfina
(prescritta già prima della gravidanza); solo una donna ha
interrotto la terapia, alla dodicesima settimana. Durante la gravidanza,
il dosaggio medio di buprenorfina è stato di 6.6 ± 4.9
mg/die, range (0,4-32) mg/die e 3.9 ± 4.6 mg/die, (0.1-32)
mg/die, rispettivamente all’inizio e alla fine della gravidanza;
tale scalaggio è stato effettuato al fine di prevenire la NAS;
- al momento del ricovero, all’esame delle urine 8 (23.5%)
donne risultarono positive per cannabis, 6 (17.6%) per benzodiazepine
e 2 (5.9%) per eroina; inoltre 22 (64.7%) dichiararono l’uso
di tabacco e 3 (8%) di essere alcoliste;
- la lunghezza della gestazione fu di 38.4 ± 2.5 settimane:
si registrarono un aborto spontaneo, un’interruzione volontaria
di gravidanza ed un nato morto. In quest’ultimo caso la madre
aveva interrotto la terapia con buprenorfina alla dodicesima settimana;
la donna ammise l’uso (occasionale) di eroina, oltre che di
tabacco (10 sigarette al giorno);
- i neonati presentarono un peso medio di 2796 ± 558 g, range
(1240-3920) g, ed una lunghezza di 47.4 ± 2.1 cm, (44-52) cm.
Come gli stessi autori sottolineano, questi risultati sono sovrapponibili
a quelli osservati in neonati di madri sottoposte a trattamento metadonico(2,3)
e buprenorfinico(4), durante la gravidanza;
- la Sindrome d’Astinenza Neonatale, è stata osservata
in 13 bambini (41.9%), 8 dei quali necessitarono di terapia oppioide.
Da sottolineare comunque, che 9 dei 13 neonati erano stati esposti
in utero ad altre droghe psicoattive (benzodiazepine, oppiacei, cannabis
e nicotina). Come evidenziato dagli autori, la percentuale di NAS
osservata in questo studio (quasi il 42%), appare inferiore a quella
associata all’esposizione al metadone, che in altri studi è
compresa tra 50 e 90%(2,4,5),
mentre nel caso dell’eroina varia tra il 79 e il 92%(3,6).
Inoltre, a differenza di uno studio precedente(7),
in cui (seppure su un campione di numero più esiguo) veniva
evidenziata una mancanza di correlazione fra la dose media di buprenorfina
assunta dalla madre e assenza/presenza di NAS e sua intensità,
in questo studio è stata osservata l’insorgenza di NAS
nei neonati le cui madri avevano assunto i dosaggi maggiori di buprenorfina.
In conclusione tale studio sembra confermare la validità della
buprenorfina come farmaco sostitutivo nella terapia della dipendenza
da oppiacei in donne in gravidanza. A conferma di altri lavori precedenti,
anche dai risultati di questo studio (benchè preliminari), non
sembra trasparire alcuna giustificazione ad attuare, in donne alle prime
settimane di gravidanza, un viraggio della terapia da buprenorfina a
metadone. Tale pratica esporrebbe la madre al rischio di astinenza,
durante il cambiamento di terapia, anche in relazione alla difficoltà
di trovare un dosaggio perfettamente equivalente. D’altro canto
però questo non dovrebbe indurre ad eccessivi entusiasmi sostenendo
invece un passaggio (altrettanto rischioso) dalla terapia metadonica
a quella buprenorfinica. Sono evidentemente necessari ulteriori studi
di confronto buprenorfina versus metadone; fermo restando che la diffusione
di dati di tal genere rimane importante per aumentare la sensibilità
verso nuovi approcci terapeutici al trattamento dell’eroinismo
in corso di gravidanza.
|
NUMERO DI DONNE TRATTATE |
Reisinger 1997 |
4 |
Jernite et al 1999 |
11 |
Auriacombe et al 1999 |
4 |
| Fischer et al 2000 |
15 |
Johnson et al 2001 |
3 |
Tabella 1 Studi prospettici sulla
buprenorfina in gravidanza
(Addiction 2004;99:209-214).
Bibliografia
- Finnegan LP, et al. Neonatal abstinence syndrome
assessment and management. Addictive Disorders and Their Treatment,1975;1:141-158.
- Fraser AC. Drug addiction in pregnancy. Lancet,
1976;2:896-899.
- Brown HL, et al. Methadone maintenance in pregnancy:
a reappraisal. American Journal of Obstretics and Gynecology, 1998;179:459-463.
- Lejeune C, et al. Withdrawal syndromes of pregnant
drug abusers maintained under methadone or high-dose buprenorphine:
246 cases. Annales de Medecine Interne, 2001;152:21-27.
- Levy M, Spino M. Neonatal withdrawal syndrome:
associated drugs and pharmacologic management. Pharmacotherapy,1993;13(3):202-11.
- Giles W, et al. Outpatient methadone programme
for pregnant heroin using women. Australian and New Zealand Journal
of Obstretics and Gynecology, 1989;29:225-229.
- Fischer G, et al. Treatment of opioid-dependent
pregnant women with buprenorphine. Addiction, 2000;95(2):239-44.