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Bignami Ringrazio gli organizzatori e in particolare Paolo Nencini per l'invito a partecipare a questa giornata di studio e a moderare la tavola rotonda, con un avvertimento. Io sono già da diverso tempo al di fuori dell'attualità dei problemi che si discutono oggi: ho di questi problemi una certa consapevolezza storica, che adesso vado ritrovando nelle vecchie carte che come pensionato sto riordinando all'Istituto Superiore di Sanità, dove ho lavorato per circa 40 anni. Quindi riaffiorano vecchie questioni come l'applicazione della legge 685, le relative tabelle, gli scontri sui decreti Aniasi, insomma tutta una serie di precedenti che hanno una notevole rilevanza per capire meglio i problemi di oggi. I partecipanti della tavola rotonda sono tutti ben noti per l'attività che svolgono e per le istituzioni o organizzazioni che rappresentano, quindi non ho bisogno di presentarli uno per uno. Vorrei anche astenermi dal fare inutili discorsi introduttivi, anche perché mi competerà di dire qualcosa alla fine del dibattito. Mi limiterò a esplicitare un'impressione che ho avuto negli ultimi tempi, soprattutto dall'inizio di quest'anno 2000 in poi, di una atmosfera particolarmente tesa, ancora più che negli anni scorsi, nei confronti che si svolgono fra le varie parti in causa sui problemi che riguardano le tossicodipendenze. Quest'anno abbiamo avuto - è vero - tutta una serie di significative aperture, a cominciare dalle prese di posizione dei DS al Lingotto all'inizio dell'anno; successivamente i ripetuti interventi di Caselli, che porta sulle spalle la responsabilità di 54.000 carcerati, in non piccola parte tossicodipendenti, anche se non necessariamente condannati per reati connessi all'assunzione di droga; giù giù fino alle recenti valutazioni della Commissione Sanità del Senato dopo l'indagine su varie esperienze all'estero di distribuzione controllata, mirata alla riduzione del danno. Allo stesso tempo, mentre questi segnali positivi si andavano diffondendo sulla scena italiana, c'è stato un irrigidimento di tipo fondamentalista dello schieramento "proibizionista", con tutta una serie di prese di posizione negative. In questi giorni un gruppo di medici dei Sert stanno sviluppando le posizioni che avevano portato a un convegno recente a San Patrignano, posizioni contrarie all'uso dei sostitutivi nei servizi. Autorevoli membri del governo si sono sentiti in dovere di sconfessare abbastanza puntigliosamente Caselli sulla questione della droga in carcere. Poi gli interventi di parte vaticana, compreso il "ministro della sanità" della Santa Sede, alla conferenza mondiale della droga. Evidentemente questo è un momento che viene considerato importante per gli sviluppi futuri della situazione. Abbiamo avuto una conferenza mondiale a Palermo, organizzata come sempre da quelle parti che hanno sempre sostenuto posizioni di tipo proibizionista, quindi non fa meraviglia che si siano moltiplicate le prese di posizione in questo senso. Appaiono invece molto incerte le prospettive della conferenza nazionale alla fine di questo mese a Genova, tenuto conto che buona parte delle istanze che erano state esplicitate nella precedente conferenza del '97 a Napoli sono rimaste in sostanza lettera morta. Noi sappiamo che sono molti i fattori che giocano in questa situazione e adesso non cercherò neanche di elencarli e tanto meno di discuterli, poiché mi auguro che questo venga fuori dai contributi alla tavola rotonda e poi dalla discussione generale. |
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